Una nuova associazione

Una nuova associazione

26 Maggio 2024 0 Di giuseppe perpiglia

Sono venuto a conoscenza della nascita di una nuova associazione di promozione sociale, in sigla APS, e la cosa mi ha fatto piacere. Il mondo del volontariato italiano è in continuo fermento, è un mondo ricco di idee e di voglia di fare in cui la creatività trova spazio per esprimersi al meglio, in cui la cultura si esprime in forme diverse. E niente possono alcuni comportamenti che, pur esperiti da personaggi che vorrebbero paludarsi da volontari, di etico hanno ben poco.

L’associazione di cui dico ha un nome che lascia facilmente trasparire la sua finalità: WISE PATH, cioè “saggio percorso”. Infatti, si prefigge di far conoscere ai soci, e non solo, itinerari storico-artistici legati alle proprie radici e di offrire loro l’opportunità di seguire percorsi di conoscenza del territorio di riferimento, approfondendone la cultura sotto diversi punti di vista.

La WISE PATH APS prende a riferimento esempi di elevato spessore culturale, storico e sociale: i cammini dei Templari ed il cammino di Santiago, in Spagna. Non deve sembrare strano che in Calabria ci si riferisca ai Templari. Infatti, secondo diversi studiosi, questi cavalieri sarebbero passati in Calabria, andando o tornando dalla Terra Santa, dall’anno 1000 fino a tutto l’anno 1300, lasciando diverse tracce del loro passaggio.

Le associazioni di promozione sociale sono associazioni di volontariato a tutti gli effetti, tanto è vero che, come queste, perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale senza scopo di lucro. La diversa denominazione è legata al particolare ambito di intervento. La WISE PATH APS si prefigge una stretta collaborazione con tutte quelle realtà, siano esse pubbliche o private, già operanti sul territorio. Il fine è quello di favorire un sempre più stretto contatto culturale, ma anche se non soprattutto, fisico, tra l’uomo, sempre più artefatto dalla tecnologia, e la natura basandosi sulla riscoperta dei luoghi e valorizzando le tante ricchezze paesaggistiche che, per il nostro frenetico rincorrere il tempo, abbiamo dimenticato tanto da non immaginarne più nemmeno l’esistenza.

Lungo lo svolgersi dei percorsi via via proposti saranno valorizzate anche quelle attività socio-economiche caratteristiche del territorio, favorendo così, in varia misura, un piccolo aiuto all’economia di zone marginali rispetto alle consuete vie di comunicazione. L’effetto, però, più importante che l’associazione si prefigge è la riscoperta, da parte di coloro che decidono di cimentarsi nei vari tragitti proposti, di quei luoghi, di quelle atmosfere e di quei sapori che costituiscono l’animo e rappresentano l’identità di un territorio.

Un’altra delle finalità dichiarate è più propriamente culturale in quanto prevede la raccolta di informazioni storico-culturali con stesura dei relativi rendiconti da rendere pubblici grazie alla promozione ed all’organizzazione di ricerche e studi, nonché con l’organizzazione di dibattiti e convegni su temi di respiro nazionale ed internazionale.

A questo punto qualche lettore potrà, rifacendosi a Michele Lubrano, sbottare dicendo: «La domanda nasce spontanea: cosa c’entra la WISE PATH APS con la scuola?», oppure, ricordando il giudice Antonio Di Pietro: «Che c’azzecca?». A me sembra che questa notizia possa avere una certa risonanza anche in ambito scolastico, e tenterò di suffragare la mia affermazione con qualche modesta e personale riflessione.

Con la Legge 15 marzo 1997, n. 59 ed il successivo D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 è stata introdotta l’autonomia scolastica che permette alle scuole un notevole grado di libertà operativa ed organizzativa. La Legge 20 agosto 2019, n. 92 ha reintrodotto l’insegnamento di educazione civica che deve poggiare su tre pilastri, su tre nuclei tematici principali:

  • Costituzione, diritto nazionale ed internazionale, legalità e solidarietà;
  • Sviluppo sostenibile, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio;
  • Cittadinanza digitale.

I riferimenti normativi citati giustificano, secondo me, una eventuale collaborazione tra una qualsiasi istituzione scolastica e WISE PATH APS o una generica altra associazione di volontariato. La legge 92/2019, infatti, fornisce la giustificazione teorica e didattica, mentre il DPR 275/1999 permette la necessaria flessibilità operativa.

Non pochi docenti, dopo il passaggio dall’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione all’approvazione dell’educazione civica come vera e propria disciplina caratterizzata principalmente dalla trasversalità, si sono chiesti come “fare” educazione civica ed una buona parte di essi si è rifugiata in una tranquilla e rassicurante proposizione di norme e regolamenti. Hanno in tal modo ed a mio modesto parere tradito lo spirito della legge, così come hanno disatteso la moderna tendenza della pedagogia, vera e propria esigenza della società attuale, che punta tutto sulle competenze.

La scuola attuale dovrebbe essere la scuola del fare, perché solo nell’operatività concreta possono nascere e potenziarsi le competenze. Continuare a mettere in atto una didattica trasmissiva vuol dire rimanere ancorati ad un passato che non è più in grado di assicurare i frutti necessari alla nuova società dell’informazione. Vuol dire anche non essere più in grado di intercettare l’interesse dei ragazzi, che è cosa dagli effetti ancora peggiori perché tende a far venire meno la motivazione ad apprendere.

Le finalità della WISE PATH APS, così come quelle di qualsiasi altra seria associazione di volontariato, impattano direttamente con i nuclei tematici su cui si basa l’insegnamento di educazione civica. Come punto di repere dobbiamo necessariamente considerare il rispetto e l’attenzione all’altro. È da questo assunto che scaturisce tutto il resto. Il rispetto, infatti, prevede anche e soprattutto il prendersi cura dell’altro quando necessario, prevede anche fornire gratuitamente opportunità di crescita culturale e sociale. Ulteriore conseguenza del rispetto verso l’altro da noi è il rispetto verso le regole comuni, quindi il rispetto della legalità. Un simile atteggiamento, per quanto possa essere individuale, è in grado di influenzare positivamente tutta la società che così tende a diventare più solida, più coesa, dando un senso vero, profondo e forte alla parola “solidarietà”.

Il contatto con la natura è il primo, necessario ed ineludibile, passo da compiere per promuovere l’educazione ambientale e, in seconda battuta, per fornire la base teorica e motivazionale per uno sviluppo sostenibile.

Per concludere, il senso dell’articolo si può riassumere nella convinzione che il volontariato, in tutte le sue forme, sia un’efficace scuola, seppure informale, che dovrebbe trovare cittadinanza nel mondo relazionale delle istituzioni scolastiche perché in grado di dischiudere orizzonti culturali impensabili.

L’unica attenzione è quella da riservare alla scelta degli eventuali partner per evitare di legarsi ad associazioni che sono di volontariato solo all’apparenza. E purtroppo ce ne sono.

Attivare protocolli di intesa con tutte quelle associazioni di volontariato o, per usare un termine entrato da poco nel glossario della normativa, con tutti quegli enti del Terzo Settore -ETS- che dovessero rendersi disponibili, potrebbe rappresentare un ottimo investimento perché, a fronte di un impegno non certo gravoso, potrebbe portare frutti molto efficaci, sia in campo cognitivo che in campo di maturazione globale della persona.

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Breve sitografia:

Le immagini relative al museo Santa Barbara -MUSABA- a Mammola (RC) sono scatti dell’autore.