Istruzione, formazione ed educazione

Istruzione, formazione ed educazione

5 Maggio 2024 0 Di giuseppe perpiglia

Capita non di rado che, utilizzandoli molto spesso, alcuni termini, in special modo quando siano in qualche modo collegati o appartengano ad uno stesso contesto, tendano a perdere i loro precisi confini semantici, diluendosi in qualcosa di scarsamente definito. Si viene così a concretizzare il caso che termini di ben diverso significato vengano ad essere utilizzati quasi fossero sinonimi.

È ciò che, anche nelle nostre classi, succede spesso, ad esempio, con i termini educazione, istruzione e formazione. Ricordo ancora chiaramente, e con tanto affetto, mio padre che, in occasione di una mia qualsivoglia lieve mancanza o carenza, soleva ripetere, tra il serio ed il faceto: «Ma cosa ti insegnano a scuola?».

Erano altri tempi, tempi in cui dalla scuola ci si aspettava tutto, tempi in cui si vedeva la scuola come un faro capace di illuminare la vita, e non solo quella culturale.

Alla scuola si richiedeva primariamente di affrancare, seppure con metodi oggi superati, le giovani generazioni dalla schiavitù dell’analfabetismo e, per altri versi, di formare le maestranze necessarie per soddisfare la richiesta di mano d’opera più o meno qualificata da parte della nascente industrializzazione diffusa. In questo scenario non vengono prese in considerazione, come d’altronde non si può fare neanche oggi, le scuole, per così dire di nicchia, destinate a formare la nuova classe dirigente.

Ritornando alla dimensione semantica dei tre termini su cui vogliamo riflettere, mi piace segnalarvi un bello articolo[1] del professore Maurizio Tiriticco, ispettore scolastico emerito, in cui vengono, seppur sinteticamente, presentati tre archetipi: il centauro Chirone, Aristotele e Comenio.

Il centauro Chirone fu scelto come educatore del valoroso Achille a cui insegnò la forza, la gagliardia, la sveltezza, ma anche la prudenza e l’avvedutezza. Il filosofo Aristotele, invece, si occupò dell’educazione di Alessandro Magno, destinato a governare un grande impero. Con questo fine Aristotele si preoccupò di insegnare al giovane Alessandro i princìpi morali, sociali e politici. Infine, il terzo archetipo propostoci dal professore Tiriticco è quello di Comenio che, nel XVII secolo, raccontò ai bambini di tutte le età, mettendolo in un libro, tutto ciò che il mondo di allora offriva ai nuovi nati.

Per questa nostra riflessione può senza dubbio aiutarci la conoscenza dell’origine etimologica delle parole.

Educazione è una voce che deriva dall’etimo latino educere, tirare fuori, estrarre ed a sua volta prende origine dal verbo ducere preceduto dal prefisso e- che indica il movimento verso fuori[2]. L’educazione, quindi, parte dal presupposto che l’individuo sia comunque portatore di qualità che debbono essere “tirate fuori”, fatte emergere. Si basa su una concezione positiva dell’individuo per cui l’educatore si premurerà di creare le condizioni migliori affinché le qualità possedute dal singolo vengano alla luce, vengano rese pienamente disponibili per sé e per gli altri.

Su questa convinzione si basa quell’attività nota come “emersione delle competenze”, che consiste, in estrema sintesi, nel far prendere consapevolezza delle proprie competenze, spesso agite in modo inconscio. L’educazione ha, quindi, una funzione disvelatrice di qualità preesistenti.

Istruzione deriva anch’esso da un termine latino, istruere, che ha lo stesso significato. Con tale termine si indica “L’attività, l’opera svolta per istruire attraverso l’insegnamento (o, anche, in qualche caso, solo mediante l’addestramento), ed il risultato o frutto di tale attività; in senso passivo, il venire istruito[3]. L’istruzione, al contrario dell’educazione, ha la funzione di aggiungere, quindi inserire in un movimento dall’esterno verso l’interno, conoscenze ed abilità, ma anche comportamenti, prima assenti. Non è più un “tirare fuori” qualcosa di preesistente, bensì di “riempire” il vuoto cognitivo e di abilità relativo a carenze reputate essenziali per un certo fine. Istruzione ed educazione non sono mondi nettamente distinti e separati. Infatti, è facile capire che non tutti possono o siano interessati, per capacità o per motivazione, ad acquisire e ad apprendere qualsiasi contenuto ed argomento perché quello che possono o che vogliono acquisire deve essere compatibile con le competenze innate, emerse o meno che siano.

Il termine formazione, infine, deriva esso pure dal latino formatio -onis che letteralmente è l’atto, il modo di formare, poiché il termine a sua volta deriva dal latino forma, nel senso di prendere forma. Oggi il termine ha assunto una grande varietà di significati[4]. In questo contesto ci soffermeremo, seppure brevemente, sul significato che riguarda l’aspetto olistico della persona, il suo essere tale, l’individuo con la sua umanità.

L’uomo, da animale guidato dagli istinti primordiali legati alla sopravvivenza, si è evoluto grazie anche all’azione combinata dell’educazione e dell’istruzione, che ha inciso, in modo non certo secondario, sulla sensibilità e sui comportamenti sociali. Non è una caratteristica acquisita una volta per sempre, ma va rinvigorita giorno per giorno grazie all’apporto della cultura intesa nella sua accezione più ampia.

Educazione, istruzione e formazione sono tre attività rivolte e finalizzate, consapevolmente o meno, alla maturazione ed all’evoluzione dell’individuo in tutte le sue dimensioni. Sono tre attività che mirano allo stesso obiettivo ma che vi puntano secondo tre distinte direttrici. Non sempre è possibile separare nettamente la loro azione avendosi numerose forme di contatto e di vera e propria commistione.

Avviandoci verso la chiusura dell’articolo, cerchiamo di trarre qualche conclusione.

L’istruzione, nelle sue tre modalità esecutive -formale, non formale ed informale- è finalizzata all’acquisizione di conoscenze teoriche strutturate in modo da dare loro un senso compiuto. L’istituzione preposta per fornire un’adeguata istruzione, prima d’élite oggi di massa, è caratteristicamente la scuola in tutte le sue declinazioni. L’istruzione non formale e quella informale sono perseguite, in modo inconsapevole ma forse più efficace, in famiglia e, più genericamente, in seno alla società.

L’educazione è un’attività complessa e sfuggente, difficile da monitorare e da valutare se non sul lungo periodo. Essa si avvale dell’apporto diretto ed indiretto dell’istruzione, travalicandone, però, i limiti. Essa riguarda la persona inserita in una comunità, anzi nelle diverse comunità e gruppi sociali nei quali si svolge la vita dell’individuo. Riguarda le relazioni interpersonali, ma anche il modo di utilizzare e vivere l’ambiente. Attiene maggiormente alla sfera emotiva ed a quella affettiva.

La formazione, come precedentemente accennato, ha assunto significati molto distanti tra di loro. Il suo etimo, dare forma, rende conto di tale polisemia che dipende dal contesto in cui ci troviamo a discutere. Molto schematicamente e molto sinteticamente possiamo riferirci alla formazione professionale, maggiormente finalizzata all’acquisizione di abilità pratiche, ed alla formazione dell’individuo come persona.

L’ultima riflessione prima di chiudere riguarda il chi fa cosa: tra i diversi attori sociali chi deve occuparsi di educazione, chi di istruzione e chi di formazione? La scuola è l’istituzione strutturalmente deputata ad impartire l’istruzione ma, come già detto, prima era esclusivamente di tipo cognitivo e basata sui contenuti, da pochi decenni si occupa delle competenze, anche delle soft skill, cioè delle competenze trasversali, tra cui quelle di tipo sociale e relazionale che, per quanto precedentemente affermato, dovrebbe rientrare nel campo di interesse dell’educazione e della formazione.

L’educazione e la formazione dovrebbero essere a carico della famiglia e delle diverse comunità in cui si svolge la vita del ragazzo. In particolare la famiglia dovrebbe riappropriarsi del suo ruolo di faro-guida per illustrare, con le parole ed ancor di più con l’esempio, comportamenti eticamente corretti e basati sul rispetto per sé, per gli altri e per l’ambiente.

Per concludere, educazione, istruzione e formazione sono tutte e tre essenziali per una efficace maturazione dell’individuo, così come essenziale è la stretta collaborazione e condivisione di intenti tra tutti gli attori sociali coinvolti.

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  7. L’obbedienza non è più una virtù
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  10. La motivazione

Breve sitografia:

  1. https://www.edscuola.eu/wordpress/?p=96588#:~:text=E’%20bene%20precisare%3A%20l’,la%20persona%20in%20quanto%20tale
  2. https://www.unaparolaalgiorno.it/
  3. https://www.treccani.it/vocabolario/
  4. https://archivio.caritas.it/materiali/vademecumCdA/capitolo4/vademecumCdA_schedaB4.pdf
  5. https://preply.com/it/blog/b2b-obiettivi-della-formazione/#:~:text=La%20motivazione%20principale%20per%20la,o%20pi%C3%B9%20aree%20di%20competenza
  6. https://www.cfptrissino.it/2023/04/19/educazione-e-scuola-rapporto-basato-sui-valori/#:~:text=Si%20tratta%20di%20un%20tema,rispetto%20delle%20regole%2C%20promuovendo%20il
  7. https://vitolavecchia.altervista.org/definizione-e-differenza-tra-istruzione-e-formazione/

Le immagini a corredo dell’articolo sono scatti dell’autore.

[1] Istruire, formare ed educare non sono sinonimi

[2] https://www.unaparolaalgiorno.it/

[3] https://www.treccani.it/vocabolario/

[4] https://archivio.caritas.it/materiali/vademecumCdA/capitolo4/vademecumCdA_schedaB4.pdf