Il curricolo verticale

Il curricolo verticale

28 Gennaio 2024 0 Di giuseppe perpiglia

Nella prima parte dell’anno scolastico in corso sono stato contattato da un istituto comprensivo del territorio per tenere un corso di aggiornamento ai propri docenti. Il programma stilato con la dirigente scolastica ha previsto una serie di 5 incontri da 4 ore ciascuno per un totale di 20 ore. Ogni incontro è stato suddiviso in due momenti separati. Il primo momento, dalla durata di 3 ore, è stato dedicato all’interazione in presenza, lasciando, eventualmente, spazio agli interventi dei presenti; il secondo momento, dalla durata forfettaria di un’ora, è stato riservato alla libera riflessione personale. Per dare modo ai docenti di riflettere basandosi su quanto effettivamente proposto nell’incontro in presenza, mi sono auto-imposto di preparare un piccolo volume per ogni incontro da inviare al referente, al massimo, nella giornata successiva all’incontro.
In questa sede saranno resi disponibili tutti e cinque i volumi in ragione di uno per settimana. Per ogni volume, inoltre, saranno allegati anche i file PDF relativi alle presentazioni multimediali utilizzati a supporto della spiegazione.
Il lavoro proposto in questa prima occasione, pur nella sua modestia, tocca argomenti di sicura ed indiscussa rilevanza.
Dopo l’introduzione di rito, il primo capitolo è dedicato ad un argomento che mi sta molto a cuore: la legittimazione della figura professionale del docente. Da qualche tempo in qua, infatti, la figura del docente viene proposta, e quindi vista e vissuta, in modo ben poco rispettoso e sicuramente non in linea con la funzione che le viene richiesta.
Penso sia molto importante che i docenti abbiano piena consapevolezza della propria identità professionale. È, infatti, il punto di partenza per instaurare rapporti efficaci e proattivi con tutti gli interlocutori: studenti, famiglie e dirigenza. Avere consapevolezza del proprio ruolo, infatti, vuol dire conoscere e pretendere rispetto per i propri diritti, ma vuol dire anche conoscere ed ottemperare ai propri doveri. I primi critici del proprio comportamento dovrebbero essere gli stessi docenti. Solo con un simile atteggiamento è possibile spezzare il circolo vizioso che si è venuto a creare: la politica considera la scuola una semplice voce di spesa ed i docenti lavoratori inefficaci, questi ultimi, come risposta, fanno ancora meno giustificando in tal modo il comportamento della politica.
Il terzo capitolo rappresenta il cuore del lavoro e, per comodità di esposizione, è stato suddiviso in cinque paragrafi. Dopo la prima parte dedicata a considerazioni di ordine generale per creare un’opportuna quanto necessaria cornice di senso, il lavoro tenta di approfondire la sorgente stessa del curricolo verticale. Ci si riferisce, come facilmente intuibile, al documento INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA E DEL PRIMO CICLO pubblicato come allegato del D.M. 13 NOVEMBRE 2012, N. 254.
L’asse portante della scuola moderna è rappresentato dalle competenze alle quali è dedicato il terzo paragrafo del terzo capitolo. Oltre a riportare, dopo una breve presentazione, alcune definizioni per inquadrare correttamente l’argomento oggetto di discussione, vengono esplicitate, seppure in forma alquanto sintetica, le otto competenze chiave pubblicate dal Parlamento e dal Consiglio d’Europa nel 2018. In particolare viene posto l’accento sulle caratteristiche distintive delle competenze stesse, sulla loro natura essenzialmente dinamica e ribadendo che, a causa di ciò, richiedono un processo anch’esso dinamico basato sull’operatività, tanto per quanto riguarda l’acquisizione, quanto in fase di valutazione.
È stata prestata la necessaria attenzione alle competenze trasversali, tra cui la competenza emotiva e le competenze sociali e relazionali. Al giorno d’oggi sono proprio le competenze trasversali ad essere maggiormente apprezzate nel mondo del lavoro, che si configura sempre più come attività di gruppo basata sulla condivisione e sulla collaborazione. Le conoscenze e le competenze strettamente disciplinari sono destinate ad avere una vita piuttosto breve per cui trovano sempre meno credito. Tali competenze hanno credito e svolgono la loro, comunque importante, funzione solo se sono supportate da competenze quali imparare ad imparare, quali la creatività e l’imprenditorialità, quali quelle legate alla creazione di relazioni efficaci ed al lavoro di gruppo.
La didattica moderna poggia sulle competenze così come il curricolo verticale poggia sui nuclei fondanti. Il curricolo verticale, per sua caratteristica costitutiva, deve essere un percorso strutturato basato su pochi punti fermi che, quindi, debbono essere pregnanti e pervasivi, debbono ricorrere ed essere richiamati più volte nel dipanarsi delle varie discipline costituendone punti di repere e di contatto.
È a partire da tali punti transdisciplinari che è possibile costruire l’edificio di un curricolo stabile e pieno di significato. È proprio grazie alla solidità dell’impianto ad esso dato dai nuclei fondanti che è possibile stilare curricoli in grado di adattarsi facilmente alle esigenze di ogni singolo alunno senza perdere di validità.
Il quinto ed ultimo paragrafo è dedicato alla stesura pratica, nero su bianco, del curricolo. Per tale paragrafo è stato preso come riferimento la proposta del LABORATORIO RED (Ricerca Educativa e Didattica) del Centro Internazionale di Studi di Ricerca Educativa e Formazione Avanzata (CISRE) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il modello elaborato dal Laboratorio RED presenta quattro sezioni che vanno dall’esplorazione delle Indicazioni nazionali per individuare i nuclei fondanti con il relativo sviluppo lungo tutto il percorso scolastico, fino all’incrocio tra nuclei fondanti e competenze da raggiungere ed all’esplicitazione dell’analisi formativa dei nuclei fondanti per giungere alla conclusione costituita dalla quarta ed ultima sezione nella quale vengono articolati e specificati i nuclei fondanti per quattro livelli di scolarità:
a) Scuola dell’Infanzia
b) Classe III della Scuola Primaria
c) Classe V della Scuola Primaria
d) Classe III della Scuola Secondaria di primo grado
Nella sitografia sono riportati i link per scaricare sia il volume (1-Il curricolo verticale) sia la presentazione (1-Il curricolo verticale-Presentazione). Si badi bene che il file relativo al curricolo è impaginato in formato A5 (mezzo foglio), particolare da tenere presente in caso si decida per la stampa. In una simile evenienza è bene stampare fronte-retro in modo da avere un libro rilegato molto più agevole da gestire.
Il volume si chiude con un capitolo dedicato alle Conclusioni.
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Riassunto: Con l’autonomia scolastica e con la sempre più numerosa presenza di istituti comprensivi il curricolo verticale previsto dalla normativa vigente sta assumendo sempre maggiore importanza. Questo lavoro si pone come un aiuto nella sua stesura.
Sitografia

Le immagini di Morano (CS) sono scatti dell’autore del presente articolo.