Il LIEP

Il LIEP

14 Gennaio 2024 0 Di giuseppe perpiglia

Il rapporto tra insegnante e studente, nella scuola odierna, è chiaramente improntato al confronto ed alla condivisione finalizzati all’acquisizione di competenze e tra queste primariamente quelle trasversali, anche note con il termine anglosassone soft skill. L’obiettivo prioritario che incombe su tutto il processo di insegnamento, colorandolo di sé, è rendere i ragazzi capaci di leggere la realtà del contesto in cui vivono e dare ad essa risposte efficaci, in linea con il proprio sentire. In altri termini, la scuola moderna si propone di far acquisire ai bambini ed ai ragazzi uno spirito critico supportato da ragionamenti logici.

In un simile contesto molta importanza assume il LIEP, acronimo che indica il costrutto inglese logical intelligence enhancement program – programma per il potenziamento dell’intelligenza logica. Il LIEP è un programma che si colloca nell’ambito comunemente indicato con il generico termine “potenziamento cognitivo” e «riguarda l’amplificazione o l’estensione delle capacità mentali di base del soggetto in termini di selezione (attenzione), rappresentazione (comprensione), rafforzamento della memoria di lavoro ed utilizzo decisionale di informazioni rilevanti» (Tratto dal sito https://www.sapie.it/).

L’attività di potenziamento dell’intelligenza logica si propone, come indica il termine, lo sviluppo dell’intelligenza logica dei bambini con l’aiuto di interazioni guidate dell’insegnante che si avvale della capacità di coinvolgimento connessa ad una serie di giochi logici: ordinamenti, deduzioni, rappresentazioni grafiche, insiemistica e problem solving.

Altro obiettivo, non certo secondario, è quello di aiutare i bambini a sviluppare ed a potenziare la capacità di spiegare ad alta voce la strategia cognitiva utilizzata per giungere alla soluzione del quesito. Tale capacità è conosciuta con il termine inglese thinking aloud che significa, appunto, pensando ad alta voce. È una strategia che permette di comprendere con maggiore precisione le scelte fatte dai bambini durante lo svolgimento dei test proposti. Molto semplicemente, esso consiste nel chiedere al bambino di commentare a voce alta quello che sta facendo e quali sono le sue impressioni e considerazioni sull’esperienza che sta svolgendo.

Il docente deve, se necessario, invogliare e pungolare il bambino a verbalizzare le sue scelte, i suoi dubbi e le sue perplessità ad alta voce, mentre il docente stesso tiene traccia di ogni esternazione del bambino. Lo scopo di tale metodologia è di far emergere pienamente il modello mentale utilizzato dal bambino durante lo svolgimento del compito assegnato ed utilizzarlo per migliorare le prestazioni di ogni alunno.

La metodologia di cui stiamo parlando, però, ha anche un altro grande vantaggio. La verbalizzazione dell’attività, infatti, porta il bambino ad una maggiore riflessione sull’attività che sta portando avanti per cui vengono attivati i meccanismi di metacognizione permettendo al bambino un apprendimento maggiormente significativo.

In generale, i vantaggi della metodologia di thinking aloud sono molteplici, infatti esso è economico non richiedendo alcuna attrezzatura speciale: è sufficiente prestare la necessaria attenzione all’espressione del bambino. È flessibile nel senso che è possibile utilizzarlo in qualsiasi fase dell’attività.

Altra importante caratteristica da tenere presente è che non richiede una preparazione lunga o complessa dell’ascoltatore e non richiede neanche materiali particolari o strutture dedicate, essendo bastevoli, al più, carta e penna.

Accanto ai vantaggi, però, bisogna considerare anche alcuni svantaggi. L’ambiente che si viene a creare in seno alla classe potrebbe, infatti, essere relativamente rumoroso, a questo bisogna aggiungere che il bambino è costretto a compiere due azioni contemporaneamente: portare avanti l’attività e verbalizzare le proprie azioni, la qual cosa potrebbe ingenerare affaticamento eccessivo e/o senso di inadeguatezza.

Nel corso dell’attività il docente può intervenire con domande generiche: “Cosa stai pensando in questo momento?”, o più specifiche, “Perché hai fatto questo?” o, ancora, quesiti riguardanti la soddisfazione percepita: “Che sentimenti provi in questo momento?“.

Dopo l’intermezzo dedicato al thinking aloud ritorniamo ad occuparci più specificatamente del LIEP. La metodologia si rivolge a bambini dai 6 ai 12 anni ed in genere viene somministrata in due livelli:

1° livello        che riconosce come target i bambini dai 6 ai 10 anni, quindi frequentanti la Scuola Primaria;

2° livello        che, invece, si rivolge ai bambini di 10-12 anni, quindi ricadenti nella scuola secondaria di primo grado.

La convinzione di base, l’idea portante su cui poggia saldamente il programma LIEP è che anche i bambini più piccoli possano incrementare e potenziare le loro capacità astrattive e deduttive fino a raggiungere livelli di solito associati a ragazzi più grandi. Il presupposto generale è che le prestazioni cognitive di alto livello sono migliorabili, convinzione supportata da recenti scoperte in ambito neurologico che confermano un’inaspettata plasticità del cervello umano.

La potenziale plasticità del cervello è, appunto, solo potenziale per cui va sfruttata e potenziata facendo sistematico ricorso ad esperienze con materiali preventivamente strutturate e con azioni mirate.

La metodologia didattica, da modulare in base al grado di autonomia del bambino, comprende l’alternanza tra dimostrazioni, risoluzione individuale o a coppie, verbalizzazione ad alta voce del procedimento adottato e feedback collettivo. Nel caso in cui l’insegnante reputi necessaria una dimostrazione, deve anch’egli procedere ragionando ad alta voce. Lo scopo, non certo nascosto, è di portare ad interiorizzare, su un livello metacognitivo, il ragionamento che ha portato alla soluzione.

L’efficacia del programma LIEP, come qualsiasi altra attività di insegnamento, è influenzata pesantemente dal contesto di lavoro, per cui i bambini debbono provare piacere nelle attività proposte, l’ambiente deve incoraggiare al gusto della sfida, primariamente con sé stessi, deve fornire opportunità gratificanti ed indicazioni di miglioramento grazie a feedback e ad azioni di rinforzo. L’errore non deve mai esser stigmatizzato ma deve essere strumentalmente utilizzato per perseguire il miglioramento di tutti e di ciascuno.

Il programma LIEP è rivolto, come già detto, ai bambini dai 6 ai 12 anni e consiste nella somministrazione di una serie di esercizi di tipologie diverse -inferenze verbali, comprensione di grafici e tabelle, serie di cifre, …- a difficoltà crescente il cui fine è di attivare e di allenare le capacità di ragionamento logico. Nelle attività finalizzate alla risoluzione dei quesiti proposti il bambino deve esprimere i suoi ragionamenti ad alta voce (thinking aloud) per attivare fenomeni di metacognizione e di apprendimento attivo.

Gli effetti del programma LIEP sono stati sottoposti a verifica sperimentale dal gruppo di studio costituito da Marta Pellegrini, Andrea Peru, Lucia Donata Nepi (Università di Firenze) e Valeria Di Martino (Università di Catania). L’articolo completo è disponibile al primo indirizzo in sitografia.

I risultati della sperimentazione, fatte salve gli effetti legati alle dimensioni del campione statistico, hanno fatto registrare un miglioramento significativo che tende ad essere ancora più rilevante tra gli studenti con un più basso grado di competenza.

Tale osservazione dimostra, quindi, che il programma LIEP ha il potenziale per promuovere le capacità di ragionamento logico degli studenti.

Gli effetti della formazione sui risultati sono stati messi in relazione anche con i risultati che i partecipanti avevano ottenuto nei test INVALSI, mostrando una correlazione positiva.

In conclusione, è possibile affermare che i programmi di potenziamento cognitivo, tra cui ricade a pieno titolo anche il LIEP, stanno suscitando interesse per la possibilità che offrono di potenziare le capacità cognitive sia nei bambini con sviluppo normale sia nei bambini con qualche problema di apprendimento.

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Breve sitografia:

  1. https://rpd.unibo.it/article/view/11604/12662
  2. https://www.cognitivetools.it/strumenti/logica/
  3. https://www.epubeditor.it/ebook3/140988.html
  4. https://sapie.it/wp/wp-content/uploads/2023/10/mercoled%C3%AC-2023-10-25-2.pdf
  5. https://it.readkong.com/page/sviluppo-dell-intelligenza-logica-liep-logical-9579019
  6. https://iris.unipa.it/retrieve/e3ad8927-edf0-da0e-e053-3705fe0a2b96/11604-Article%20Text-47453-1-10-20210621.pd

Immagini: Le immagini di Sirmione sono scatti dell’autore dell’articolo.